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Il povero Pluto

IL POVERO PLUTO a Termini Imerese

TEATRO / CABARET  |  Termini imerese  |  11/08/10

AREA ARCHEOLOGICA KALOS a TERMINI IMERESE (PA)

IL POVERO PLUTO


da Aristofane

mercoledì 11 luglio, ore 21.15

Ente Antonio De Curtis

La commedia tocca un tema di scottante attualità: il contrasto tra ricchezza e povertà. Tratta del dio Pluto, accecato da Zeus, perché non possa vedere le persone dabbene e quindi, distribuisca la ricchezza, di cui è il dio, a disonesti e malvagi. Caratterizzata nel nostro adattamento da un linguaggio scorrevole e chiaro, comico in molte scene, è di argomento facilmente comprensibile e piacevole per un pubblico di ragazzi. La messa in scena rispecchia in modo assoluto l’ambientazione storica e i costumi. Cremilo, cittadino onesto e povero, che vive in una città dove le persone per bene vivono vita grama mentre i disonesti si arricchiscono, si reca a consultare l’oracolo di Apollo. Il dio gli risponde una sola strana cosa: la prima persona che incontrerà uscendo dal tempio, la segua senza mai lasciarla. E ora Cremilo, tornando dall’oracolo, si è portato dietro un cieco malconcio e acciaccato, trovato uscendo dal tempio, insieme col servo Carione, che non comprende questo strano modo di agire. Cremilo costringe con minacce il cieco a dire chi è. Egli finalmente parla: è un dio, Pluto . Ed è stato accecato da Zeus affinchè non distribuisca la ricchezza, di cui è il dio, a disonesti e malvagi. Cremilo, ora che sa, non vuole più lasciarlo andare come aveva promesso, e propone al dio di fargli riacquistare la vista. Poiché Pluto si rifiuta, per paura di Zeus, Cremilo gli dimostra che egli è più potente di Zeus. Pluto persuaso accede al progetto di Cremilo e grazie all’aiuto di un’improbabile medico, Colionone , riacquista la vista. Ma all’improvviso appare la dea della Povertà, sotto le sembianze di una splendida donna, decisa ad impedire l’insano progetto. Con discorso dimostra, che proprio lei è la causa di tutti i beni per gli uomini, i quali vivono per merito suo. Una volta diventati tutti ricchi , afferma Povertà, nessuno più, venuto a mancare il bisogno, vorrà esercitare alcun mestiere, arte o scienza. Questa lezione di saggezza rimane inascoltata. Nel frattempo l’eunuco Blepsidemo , vicino di casa di Cremilo viene anche’egli attratto dal miraggio della ricchezza…. Tutto questo per dimostrare che dopo 2.500 anni circa l'uomo non sia affatto cambiato: il denaro e la ricchezza rimangono la sua massima aspirazione. La cultura, l'arte, la scienza sono al secondo piano nelle aspirazioni umane. E gli dei, nella concezione di Aristofane, non sono da meno. Vitantoni Cemi


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lunedì 06/09/2010
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